La Circolare n. 1/2026 del Ministero del Lavoro introduce importanti novità in materia di salute e sicurezza sul lavoro, inasprendo i controlli e ampliando le responsabilità dei datori di lavoro.
Non si tratta di una rivoluzione totale, ma di un rafforzamento delle verifiche e di alcuni obblighi che molte aziende potrebbero aver sottovalutato: dagli indumenti da lavoro che diventano DPI alla manutenzione obbligatoria documentata, fino all’obbligo di programmare misure contro violenze e molestie a partire dall’ottobre 2025.
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) orienterà i controlli verso questi aspetti, con sanzioni per chi non sarà in regola e riconoscimenti (Lista di Conformità) per le aziende virtuose.
Vediamo nel dettaglio cosa cambia e cosa devono fare subito datori di lavoro, RSPP e responsabili HR per essere conformi.
1. DVR e DPI: i controlli si estendono agli indumenti da lavoro
Una delle novità più significative riguarda il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Durante gli accertamenti, gli ispettori verificheranno che il datore di lavoro abbia correttamente individuato quali indumenti di lavoro assumano la caratteristica di Dispositivi di Protezione Individuale.
Cosa significa in pratica? Che non si tratta più solo di caschi, scarpe antinfortunistiche e guanti. Anche divise, giacche tecniche, pantaloni da lavoro o altri indumenti, se svolgono una funzione protettiva (termica, contro agenti chimici, alta visibilità, ecc.), devono essere classificati come DPI e inseriti nel DVR con relativa valutazione dei rischi.
Bisogna quindi verificare che tutti gli indumenti con funzione protettiva siano correttamente identificati nel DVR e che i lavoratori siano informati e formati sul loro corretto utilizzo.
2. Manutenzione, riparazione e sostituzione dei DPI
Non basta fornire i Dispositivi di Protezione Individuale: il datore di lavoro deve garantire condizioni di igiene tramite manutenzione, riparazione e sostituzione secondo le indicazioni del fabbricante.
Questo obbligo implica di:
- Programmare controlli periodici sullo stato dei DPI
- Sostituire immediatamente quelli danneggiati o usurati
- Pulire e igienizzare i dispositivi secondo le modalità indicate
- Documentare tutte le attività di manutenzione
Gli ispettori potranno richiedere evidenza documentale di queste attività. Un registro di manutenzione DPI, con date di controllo, sostituzioni e responsabili, diventa quindi uno strumento essenziale.
Ènecessario, dunque, implementare un sistema di tracciamento della manutenzione DPI (anche digitale) e formare i responsabili sulla corretta gestione.
3. Lista di conformità INL: il riconoscimento per chi è in regola
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro orienterà i controlli anche verso il rilascio dell’Attestato di appartenenza alla “Lista di conformità INL”, riconosciuto ai soggetti risultati regolari a seguito di accertamento.
Si tratta di una certificazione che attesta la piena conformità alle norme di salute e sicurezza, un riconoscimento importante che può:
- Migliorare la reputazione aziendale
- Agevolare la partecipazione a gare pubbliche
- Ridurre la frequenza dei controlli successivi
La “Lista di conformità” premia le aziende virtuose, creando un incentivo positivo alla compliance normativa.
Bisogna , quindi, prepararsi ai controlli verificando tutti gli aspetti normativi per poter accedere a questo riconoscimento.
4. Violenza e molestie: obbligo di prevenzione dal 31 ottobre 2025
Dal 31 ottobre 2025 è scattato l’obbligo di programmare misure di prevenzione contro condotte violente o moleste nei confronti dei lavoratori.
Questo obbligo, in linea con la Convenzione ILO n. 190 ratificata dall’Italia, richiede alle aziende di:
- Effettuare una valutazione del rischio specifico
- Adottare misure organizzative e procedurali di prevenzione
- Formare i lavoratori e i preposti
- Definire procedure di segnalazione e gestione degli episodi
Il tema riguarda particolarmente settori a contatto con il pubblico (sanità, commercio, trasporti, servizi), ma coinvolge potenzialmente tutte le realtà lavorative.
Si vede allora necessario, avviare entro i prossimi mesi la valutazione del rischio e la definizione di un piano di prevenzione formale.
5. Badge aziendale e tessera di riconoscimento: non sono la stessa cosa
Attenzione a un equivoco diffuso: il badge aziendale non sostituisce la tessera di riconoscimento prevista dall’art. 26, comma 8, del D.Lgs. 81/2008.
La tessera di riconoscimento deve riportare obbligatoriamente:
- Fotografia del lavoratore
- Nome e cognome
- Indicazione del datore di lavoro
Il semplice badge magnetico o elettronico, se non riporta queste informazioni, non è sufficiente. La sanzione amministrativa resta confermata: da 100 a 500 euro per ciascun lavoratore trovato sprovvisto della tessera conforme.
Ogni azienda deve verificare che tutti i lavoratori, compresi quelli in appalto o distaccati presso terzi, dispongano di tessera di riconoscimento conforme.
IFM supporta le aziende nella compliance
La sicurezza sul lavoro richiede aggiornamento continuo e attenzione ai dettagli normativi. IFM porta l’Intelligenza Artificiale nella sicurezza sul lavoro. La nostra piattaforma di Computer Vision anticipa i rischi, monitora comportamenti pericolosi e crea ambienti più sicuri. Nel rispetto della privacy.
Fonte: Circolare INL n. 1/2026 – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
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