La cybersecurity oggi non è più soltanto un tema tecnico: è una componente essenziale di qualsiasi servizio digitale affidabile, soprattutto nel mondo della Pubblica Amministrazione.
È in questo contesto che IFM ha partecipato alla quinta edizione della Red Hot Cyber Conference 2026, uno degli appuntamenti italiani più rilevanti dedicati alla sicurezza informatica, all’ethical hacking e all’evoluzione delle minacce digitali, tenutosi il 18 e 19 maggio al Teatro Italia di Roma.
IFM ha partecipato all’evento con Carmelo Taverniti e Francesco Calabretta, impegnati in una giornata di approfondimento su cybersecurity, threat intelligence e innovazione applicata alla sicurezza digitale.
Un evento che parla al futuro della cybersecurity
La RHC Conference è nata dalla community di Red Hot Cyber con un obiettivo preciso: far crescere la cultura della sicurezza informatica in Italia, rendendo accessibili contenuti tecnici di alto livello a professionisti, studenti e aziende. L’edizione 2026 ha confermato questo spirito, con una giornata densa di interventi da parte di esperti nazionali, panel istituzionali, sessioni pratiche e la tradizionale Capture The Flag.
Il programma ha affrontato temi di grande attualità: ethical hacking, intelligenza artificiale applicata alla sicurezza, cyber threat intelligence, difesa dalle minacce digitali, analisi forense. Un aggiornamento a tutto campo in un settore che evolve con una velocità che non perdona chi si ferma.
Perché IFM investe nella formazione continua
IFM lavora ogni giorno con dati critici di Pubbliche Amministrazioni e organizzazioni complesse. La sicurezza informatica non è un tema periferico per noi: è parte integrante di ogni soluzione che progettiamo, di ogni sistema che manteniamo, di ogni progetto di trasformazione digitale che accompagniamo.
Partecipare a eventi come la RHC Conference significa aggiornare competenze, confrontarsi con chi lavora sul fronte avanzato della cybersecurity, intercettare tendenze che diventeranno standard nel giro di mesi.
Significa, in una parola, non smettere mai di imparare.
Dalla conferenza, messaggi chiari
Per Carmelo Taverniti, la sensazione più forte emersa durante gli interventi è che siamo ormai entrati in una nuova fase della cybersecurity: l’AI non rappresenta più soltanto uno strumento di supporto, ma un elemento capace di modificare profondamente sia le modalità di attacco che quelle di difesa. L’evoluzione verso modelli sempre più autonomi e contestuali, insieme alla diffusione dell’Agentic AI, sta ridefinendo il concetto stesso di sicurezza informatica, imponendo nuove strategie, nuove competenze e un diverso approccio alla gestione del rischio.
Per Francesco Calabretta, invece, queste tecnologie avranno un impatto concreto nei processi di sviluppo software, evidenziando come l’integrazione di agenti AI all’interno delle pipeline DevSecOps possa rappresentare uno dei principali cambiamenti dei prossimi anni. L’idea di utilizzare sistemi intelligenti capaci di supportare automaticamente la scrittura di codice sicuro, individuare vulnerabilità già nelle prime fasi di sviluppo e assistere i developer nelle attività di remediation apre scenari estremamente interessanti, ma richiede allo stesso tempo una forte attenzione alla governance, alla qualità del codice generato e alla sicurezza degli stessi modelli AI.
Sicurezza: non più opzionale
La quinta edizione della RHC Conference è arrivata in un momento in cui gli attacchi informatici alle PA italiane sono in crescita costante, e in cui la superficie d’attacco si è ampliata in modo esponenziale.
Per IFM, che affianca la PA nella gestione documentale, nella dematerializzazione, nella gestione tributi e nei servizi digitali, la cybersecurity è una responsabilità concreta verso i clienti e verso i cittadini che usano i servizi che contribuiamo a costruire.
La partecipazione alla RHC Conference 2026 rientra in un percorso continuo di aggiornamento tecnico e crescita professionale che IFM considera fondamentale per garantire qualità, affidabilità e sicurezza nei servizi digitali sviluppati per i propri clienti.





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